L’articolo 32 della Costituzione italiana afferma: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”
La conosciamo ormai dal 2004 come carta magnetica da portare sempre con noi per prenotare visite, ritirare farmaci e molto altro ma, da diversi anni, la nostra tessera sanitaria ha fatto un passo in avanti verso la digitalizzazione ed è diventata una Tessera Sanitaria Online. Infatti, come stabilito dal regolamento attuativo del Fascicolo Sanitario Elettronico firmato qualche anno fa dall’ex Ministro della salute Lorenzin, la card plastificata che teniamo nel portafogli non serve solo a riportare il nostro codice fiscale per l’acquisto di farmaci e prestazioni sanitarie ma, se attivata, ha una funzionalità completamente nuova: ci permette di accedere a tutti i nostri dati sanitari via web.
Scopriamo, quindi, cos’è, quali sono le sue funzioni principali, come si può attivare e come richiederne il duplicato.
Cartella Clinica Elettronica (CCE) e Cartella Clinica Informatizzata sono sinonimi? C’è differenza fra queste e il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)? Come viene creata la CCE e come può aiutare il Sistema Sanitario Nazionale a contenere le spese? Le risposte nei prossimi paragrafi.
L’adozione della Cartella Clinica Informatizzata, della Cartella Clinica Elettronica e le norme in materia di Sanità Digitale degli ultimi anni fanno parte dei provvedimenti adottati in Italia in seguito alla Strategia EU2020 dell’Unione Europea per favorire la crescita inclusiva, intelligente e sostenibile dell’Unione.
La digitalizzazione della sanità in Italia passa attraverso la Cartella Clinica Elettronica e l’introduzione, in tutte le Regioni, del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 (FSE 2.0). Quest’ultimo è una versione evoluta e aggiornata rispetto a quanto sperimentato finora, resa possibile grazie ai fondi stanziati tramite il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che dedica una voce di azione e spesa all’interno della Missione 6 “Salute” proprio al “Rafforzamento dell’infrastruttura tecnologica e degli strumenti per la raccolta, l’elaborazione, l’analisi dei dati e la simulazione (FSE)”. Dopo una prima fase di sperimentazione che ha coinvolto 6 Regioni, il programma di innovazione coinvolgerà l’intero Paese favorendo l’adozione di uno strumento unico, moderno e interconnesso, per una Sanità più efficiente e vicina al cittadino.
Sono sempre di più gli italiani che oggi si rivolgono alla sanità privata convenzionata: queste strutture, infatti, oltre a offrire i propri servizi in convenzione e per mezzo del SSN, svolgono anche attività privata a tutti gli effetti. Oggi, ambulatori e laboratori privati accreditati sono sempre più frequentati dai pazienti, il che rende l'Italia uno dei paesi con il più alto tasso d'incidenza di spesa privata in ambito sanitario.
Sanità Digitale e sicurezza informatica: il problema della cyber security riguarda tutti i settori, ma soprattutto quello sanitario.
Approfittare dei voucher digitalizzazione promossi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per innovare il tuo poliambulatorio è un’opportunità da non farsi sfuggire. C’è tempo fino al 31 dicembre 2023 per richiedere il sostegno finalizzato all’introduzione nella struttura di soluzioni di banda ultralarga.
Il lavoro agile si può applicare al settore della sanità? Questa è una delle domande che possono influenzare il futuro dell’organizzazione di studi medici, poliambulatori e strutture ancora più ampie.
La sanità ha bisogno dell’innovazione e del digitale. I software per la gestione dei pazienti hanno dimostrato la loro efficienza ed efficacia sia per le grandi strutture sia per i poliambulatori più piccoli. Non rappresentano più soltanto il futuro del settore, ma in molti Paesi europei anche il presente.
La nomina del Data Protecion Officer (DPO) è una delle novità più importanti introdotte dal Regolamento europeo sulla protezione dei dati, in vigore dal 25 maggio 2018. Nominato dal Titolare e dal Responsabile del trattamento, ha il compito di assistere e vigilare sul trattamento dei dati, oltre ad essere il punto di contatto tra la struttura e l’autorità di controllo.
Il DPO è una figura obbligatoria per le strutture sanitarie pubbliche e private. Ecco chi è, in quali casi è obbligatorio e quali sono le sue funzioni.
La Sanità ha bisogno di un cambiamento. La popolazione anziana è in aumento e così le malattie croniche. È cambiato anche il modo di informarsi: se fino a poco tempo fa, di fronte ad un problema di salute, il Dottore era il primo interpellato, oggi spesso si va su Internet.
Come evitare che il sistema diventi insostenibile? Come recuperare il rapporto medico-paziente? Sono domande a cui molti cercano di dare una risposta concreta, anche chi si occupa di Service Design.
Sanità pubblica o sanità privata? Che la relazione fra i due “sistemi” – pubblico e privato - non debba essere necessariamente in contrapposizione è cosa nota già dai primi anni Novanta; quando furono avviate alcune sperimentazioni e innovazioni gestionali con l’obiettivo di usare le conoscenze ed il know-how del privato per contribuire ad una maggiore efficacia, efficienza ed economicità del pubblico.
I ragazzini inglesi tra i 12 e i 15 anni trascorrono più di 20 ore alla settimana online, secondo i dati dell’Ofcom che fotografano quanto, ormai, per i bambini e gli adolescenti di oggi sia diventato usuale utilizzare internet. E questo uso non è soltanto finalizzato all’intrattenimento, ma anche all’informazione. Secondo quanto emerso, in Italia, dal progetto Diagno//Click patrocinato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e promosso dall’associazione FamilySmile, quasi 8 adolescenti su 10 cercano sul web informazioni a proposito della propria salute. Senza sottovalutare l’ampio seguito di personaggi più o meno famosi sui social network e l’emergere di figure competenti in ambito scientifico, gli health influencer, che si occupano di divulgazione anche verso i giovani.
Digitali, social e informati. Sono i “medici millennials”, la nuova generazione di laureati, specializzandi e specializzati che guidano l’innovazione verso la sanità digitale, sempre più vicina al paziente. Possono, inoltre, essere loro a farsi promotori del cambiamento nelle strutture in cui lavorano, dagli ospedali agli ambulatori, spesso supportati da infermieri e operatori coetanei con cui condividono l’abitudine all’uso della tecnologia e, con ogni probabilità, la dimestichezza con social e smartphone. In che modo possono innovare la sanità? Lo suggerisce un recente studio di Ipsos Healthcare presentato a Milano in occasione dell’evento 'Generation Now, Dall’Healthcare al LifeCare e i nuovi paradigmi della comunicazione nell’era 4.0', promosso da Havas Life e Havas Pr in partnership con l’Università Vita-Salute San Raffaele e l’Irccs Ospedale San Raffaele (Gruppo San Donato) e in collaborazione con Springer. Scopriamo i risultati più interessanti.
Cresce la spesa annua per la Sanità Digitale. Secondo l'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano sono 1.39 miliardi gli euro investiti nella digitalizzazione del settore in Italia e cresce anche l'uso di web e App per motivi di salute. Lo studio si riferisce ai risultati registrati nel 2018 in comparazione con l’anno precedente ed è emerso che le nuove tecnologie sono sempre più utilizzate nel settore. Medici e pazienti, infatti, usano sempre di più mail, WhatsApp, SMS e dispositivi indossabili (wearable) per tenere sotto controllo la salute e comunicare tra loro.
La sanità è sempre più digitale, merito anche dei medici più giovani, disponibili ed incuriositi dalle applicazioni della tecnologia anche in ambulatorio e non soltanto. Infatti, un recente sondaggio realizzato da IPSOS, in Lombardia, ha evidenziato come personale sanitario e cittadini sono pronti ad accogliere l’Intelligenza artificiale anche in sala operatoria. Inoltre, un recente studio pubblicato su Nature Medicine suggerisce come l’AI possa essere un prezioso alleato del medico nella diagnosi delle malattie pediatriche. Scopriamo come l’Intelligenza Sanitaria e la sanità dialogano e lo faranno sempre di più in futuro.
Blockchain, sistema noto soprattutto per lo stretto legame con i Bitcoin, può essere usato anche in altri settori oltre a quello finanziario e assicurativo? Sembrerebbe di sì. Gli ambiti di applicazione sono diversi – si parla già di blockchain in Sanità - con benefici che vanno dalla sicurezza dei dati all’efficienza dei processi.
La tecnologia dialogherà con medici, infermieri e operatori sanitari per garantire ai cittadini un servizio sempre più efficiente e una tutela sempre maggiore della salute. Questo è l’obiettivo del settore, grazie all’impiego sempre maggiore di strumenti che fanno riferimento alla Sanità 4.0. Ma cosa si intende con questo concetto? Stiamo parlando di tecnologie, innovazioni e una strategia digitale chiara applicati al mondo della sanità per poter migliorare il servizio e ottenere un concreto risparmio, sia di risorse economiche che di tempo. I primi risultati sono rassicuranti, tant’è che alcune tipologie di beni relativi alla Sanità 4.0 rientrano nel programma di incentivi previsto dal Ministero dello Sviluppo Economico.
La digitalizzazione è un tassello fondamentale per migliorare il Servizio Sanitario Nazionale e renderlo più sostenibile. In questo contesto, l’obiettivo di implementare, per ogni assistito, la Cartella Clinica Elettronica ed il Fascicolo Sanitario Elettronico è un passo necessario, che eviterebbe la ripetizione inutile degli esami, la prescrizione di esami più appropriati e favorirebbe la rapidità e completezza delle informazioni a disposizione di strutture sanitarie, medici, operatori sanitari e pazienti. Tuttavia è una transizione che fatica a prendere piede.
Mentre la popolazione italiana invecchia costantemente, come confermano dai dati ISTAT anno dopo anno, crescono anche le preoccupazioni legate alla sostenibilità del sistema sanitario, messo sotto pressione da più punti di vista. Trovare una o più soluzioni innovative per rispondere alle esigenze dei cittadini non è dunque un vezzo, ma un vera e propria priorità: per questa ragione, assume sempre maggior rilevanza anche in Italia la telemedicina, ovvero tutto l’insieme di applicazioni della tecnologia in ambito sanitario dalla diagnosi alla terapia a distanza. Particolarmente interessante è, poi, il contributo che la telemedicina e l’eHealth in generale per le malattie croniche.
Le potenzialità dell’impatto della tecnologia 3D sulla medicina è, ad oggi, ancora difficile da immaginare, ma appare sempre più certo che entro 15 anni sarà possibile “stampare” anche gli organi umani. Una vera e propria rivoluzione che si basa sulla possibilità, grazie all’ingegneria tessutale, di trasformare ciò che emerge da una risonanza magnetica in tridimensionalità e rispettando il patrimonio genetico del paziente. A prima vista può sembrare utopia, ma esistono già delle esperienze in tal senso, basti pensare alle protesi così realizzate, e la tecnica del bioprinting, che è studiata già oggi per arrivare alla creazione di veri e propri organi grazie alla tecnologia 3D.
Watson Genomic Analytics è il “supercomputer” di IBM che in soli 10 minuti è riuscito a individuare una terapia per curare un tumore. Pare che il sistema debba ancora essere perfezionato, ma il risultato parla chiaro: quando si tratta di analizzare grandi quantità di informazioni, come i dati sulla salute, per esempio, l’Intelligenza Artificiale è molto più veloce di quella umana.
Almeno otto italiani su dieci possiedono uno smartphone, che utilizzano quotidianamente per comunicare con i social network, divertirsi con i giochi che ricreano la realtà virtuale, ma sempre di più anche come supporto concreto nella quotidianità. Questo è quanto emerge dalla Global Mobile Consumer Survey 2016 di Deloitte che ha analizzato i principali trend in termini di tecnologia e cellulari su scala globale. È naturale immaginare quanto si sia sviluppato, in pochi anni, anche il mercato delle app in ambito sanitario: ce ne sono di tutti i tipi, ma quali sono quelle più utilizzate nel settore della digital health?
Il futuro è già qui. Inutile girarci attorno, sono molte le opportunità offerte dallo sviluppo tecnologico, dall’intelligenza artificiale e dalla robotica che già nella contemporaneità potrebbero avere un impatto anche cospicuo sulla vita quotidiana di molte persone. E, in maniera particolare, questi strumenti possono rivelarsi preziosi per affrontare in maniera più sostenibile l’invecchiamento della popolazione, un fenomeno ormai irreversibile in paesi come l’Italia. Se a ciò si aggiunge che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2020 la depressione sarà la seconda causa di invalidità per malattia, dopo le patologie cardiovascolari, su scala globale si può comprendere perché la tecnologia è così importante anche come fattore di compagnia per gli anziani rimasti soli, spesso lontani dalla famiglia.
L’uso di robot, App e Intelligenza Artificiale nel settore sanitario è un argomento che genera spesso dubbi e timori. C’è chi teme che le macchine sostituiranno le persone e chi, all’opposto, sostiene con entusiasmo l’ingresso della tecnologia in medicina. In mezzo ci sono posizioni più caute, di persone che apprezzano i vantaggi della Sanità Digitale, ma che non nascondono il loro timore riguardo alle conseguenze di lungo periodo che questo cambiamento porterà nelle nostre vite.
Lo sviluppo tecnologico e la crescita della digitalizzazione in ambito sanitario hanno fatto sì che, negli ultimi anni, siano migliorati i servizi che ospedali, strutture sanitarie e poliambulatori possono offrire ai propri utenti. Il trend è segnato, ma si tratta di una prospettiva non priva di rischi. Infatti, la grande mole di dati raccolta attraverso gli strumenti tecnologici è molto appetibile e la cybersecurity in sanità è una priorità. Questo non solo per i dati clinici, ma anche per i dati fiscali, soprattutto ora che la fatturazione elettronica per gli studi medici, così come per tutte le altre realtà imprenditoriali, sta per divenire realtà. Sono stati fatti dei passi avanti grazie al GDPR, ma la strada è ancora lunga.
Modificare il DNA di un embrione umano per impedire ad una mutazione genetica di causare una malattia grave. Droni che trasportano campioni di sangue dalle aree rurali ai laboratori. Medici che, prima di un intervento di chirurgia cerebrale, fanno pratica con una copia del cervello del paziente realizzata con una stampante 3D.
Generazione connessa, è così che vengono chiamati, talvolta, i Millennials, ovvero tutte quelle persone nate tra il 1980 e il 2000. In Italia sono, in totale, 11,2 milioni e hanno, oggi, un’età compresa tra i 18 e i 38 anni, studenti e giovani professionisti con caratteristiche ben precise: infatti sono stati i primi ad avere dimestichezza con gli strumenti del digitale.
ICT e medicina: un rapporto complesso e spesso ambivalente. Internet e la digitalizzazione stanno cambiando i metodi di cura ed il modo con cui le persone si rapportano alla medicina. Molti pazienti si rivolgono al web per cercare informazioni, rischiando però di scegliere fonti non attendibili, parallelamente molti medici usano la rete per comunicare con i pazienti, e nel frattempo nascono soluzioni tecnologiche create dal basso (create dai pazienti stessi o dai loro familiari) che hanno l’obiettivo di migliorare la vita di chi ha gravi patologie.
Quante volte ti è capitato di prenotare in un albergo perché le recensioni erano ottime? E quante volte, invece, hai evitato un negozio perché le recensioni erano negative o perché il proprietario ha risposto in modo antipatico alle critiche? Le recensioni su Google sono fondamentali per la reputazione online di qualsiasi attività, comprese le strutture sanitarie, i poliambulatori, i centri e gli studi medici.
Finché sono positive, le recensioni sono un tonico per l’autostima, ma quando sono negative, ci mettono in crisi, ci sentiamo attaccati e non sappiamo come rispondere. Niente paura: tutte le recensioni, buone e cattive, sono importanti, basta farne buon uso e imparare a rispondere nel modo giusto.
Ottobre 2017. Nasce il Manifesto per una sanità "intelligente”. Rappresentanti di imprese, istituzioni, esperti e società civile si sono riuniti per confrontarsi sulle principali implicazioni dell’Intelligenza Artificiale applicata alla Sanità.
Cosa dice il Manifesto e perché oggi è necessario riflettere sul tema tecnologia e salute?
Le risposte nei prossimi paragrafi.
Sanità e digitalizzazione: sempre più vicine, sempre più intrecciate per rendere migliore la qualità della vita dei pazienti, anche in presenza di patologie importanti. App, software e piattaforme per il settore sanitario sono i nuovi strumenti al servizio del paziente e del medico che possono, da un lato, aiutare le persone ad adottare stili di vita corretti, prevenire gravi malattie e seguire con più facilità il percorso di cura, mentre, dall’altro, rendono il lavoro quotidiano del professionista sanitario meno gravoso.
Vediamo insieme quanto le innovazioni digitali in Sanità possono migliorare la qualità della vita dei pazienti e semplificare il lavoro dei medici.
Negli ultimi anni, in Italia, si sente parlare sempre più spesso di sanità digitale, un fenomeno che dapprima sembrava quasi visionaria e che ora invece fa parte a tutti gli effetti della vita di medici e pazienti.
Seppur in ritardo, anche il nostro Paese ha finalmente ceduto alla digitalizzazione del settore sanitario, apportando modifiche e miglioramenti sostanziali e notevoli al lavoro (sia organizzativo sia clinico) dei professionisti del settore.
Ma perché è diventato quasi un obbligo ricorrere a strumenti tecnologici per gestire la sanità italiana?
Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di sanità in Rete, in riferimento alla digitalizzazione di molte delle pratiche cliniche ed amministrative che costituiscono il rapporto tra medico e paziente. Ma effettivamente a quando deve farsi risalire l’utilizzo dell’informatica nel settore sanitario? E cosa è cambiato davvero nel corso degli anni?
Che il mondo della sanità si stia muovendo sempre più verso il digitale lo dimostra anche il disegno di legge recentemente presentato al Parlamento, che introduce la possibilità di usufruire di un super ammortamento nel 2017 del 150% per l’acquisto di software medici e altri strumenti tecnologici.
Addirittura pare che sia stato proposto un iper ammortamento del 250% per l’acquisto di tutti quegli strumenti funzionali alla trasformazione digitale o tecnologica di un’impresa.
Ovviamente, nel disegno di digitalizzazione dell’industria nostrana rientra in primis il settore sanitario, che già da molto tempo sta puntando ad una modernizzazione della refertazione medica e della gestione del rapporto dottore-paziente.
Spunti operativi per la definizione di un organizzazione conforme alle norme di riferimento
Tutti gli operatori del settore sanità, dal Servizio Sanitario Regionale a quello nazionale, sono consapevoli dell’importante corpus normativo che regola la propria attività: la legge rappresenta un riferimento che va ben oltre ad un principio regolatore del comportamento.
Essa, infatti, rappresenta un sistema di requisiti che puntualmente deve essere rispettato e la cui conformità nel tempo viene monitorata ed, in caso di mancanze, implementata.
E' iniziata il 15 settembre 2015 la nuova avventura per la Pubblica Amministrazione Digitale: si chiama SPID ("Sistema Pubblico di Identità Personale") ed è una password che permette di accedere agli sportelli per il Fisco, per la Pubblica Amministrazione e per la Sanità.
Un'unica password, dunque, che il Garante della Privacy ha studiato in sostituzione dei pin precedenti per permettere l'accesso ai servizi online, sia pubblici sia privati.
Il percorso intrapreso verso la Sanità Digitale si avvale di un nuovo e importante passo in avanti: la firma del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin per l'approvazione delle norme sul Fascicolo Sanitario Elettronico e l'avvio della Ricetta Elettronica anche per le prestazioni veterinarie.
Ma non finisce qui! Nelle prossime settimane un'altra importante azione verrà compiuta nel processo di digitalizzazione del sistema sanitario. Quale? Scopriamolo insieme!
Secondo le previsioni della società Global Industry Analysts, il settore dell'information technology legato all'assistenza sanitaria dovrebbe aumentare di 66 miliardi entro il 2020.
Questo permetterebbe, da un lato di migliorare la gestione dei pazienti e la loro soddisfazione, e dall'altro ridurre notevolmente i costi.
Già in un precedente articolo vi abbiamo parlato delle nuove tecnologie in campo sanitario che permetterebbero di controllare i pazienti da remoto, ebbene secondo le analisi della Juniper Research entro il 2018 lo sviluppo di tali tecnologie e della telemedicina in genere potrà portare a un risparmio di circa 36 miliardi di dollari su scala globale.
Date queste premesse, non stupisce, dunque, che colossi del mercato tecnologico come Google, Samsung e Apple decidano di investire proprio in questo settore in espansione.
Avvalersi di strumenti digitali in Sanità permette, come abbiamo spesso detto, di migliorare le prestazioni erogate, snellire le tempistiche e, di conseguenza, andare incontro alle esigenze dei propri pazienti.
Ne sono un esempio il Fascicolo Sanitario, la Ricetta Elettronica o i diversi Software di Medicina che vengono adottati sempre più di frequente.
La tecnologia digitale è, dunque, una grande risorsa e i medici e i professionisti del settore sanitario lo sanno molto bene: non a caso, il numero di professionisti che decide di utilizzare il digitale nel proprio lavoro è in costante crescita. Lo dimostra un'analisi condotta da Epocrates, la quale fa luce sul livello di avanzamento della digitalizzazione tra i medici, i professionisti e il personale delle strutture sanitarie.
1,37 miliardi di euro. E' questo il costo della spesa in Sanità, dell'anno 2014, per sistemi digitali di prenotazione, Software in Medicina e innovazioni ICT in genere.
Una spesa che, rispetto al 2013, risulta essere in forte crescita e che, finalmente, riporta l'attenzione sulla necessità di uno sviluppo, dal punto di vista digitale, dell'intero sistema sanitario.
Sì perchè, come abbiamo detto altre volte, la possibilità di implementare le nuove tecnologie ICT nella gestione dei servizi sanitari potrebbe essere, oltre che un fattore di forte crescita culturale, anche un grosso vantaggio in termini di risparmio economico e miglioramento dei servizi socio-sanitari nazionali.
Come dimostra l'ultima ricerca condotta dall'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, attualmente la Sanità Italiana necessità di un vero e proprio percorso di crescita ed evoluzione nell'ambito dell'innovazione digitale, il quale sia in grado di apportare benefici sia per le strutture sanitarie sia per i cittadini.
Inutile dirlo: l'utilizzo delle tecnologie ICT rappresenta un passo di fondamentale importanza per lo sviluppo del Sistema Sanitario On Line.
E questo vale, non solo in un'ottica di miglioramento dei servizi sanitari per i pazienti, ma ancor di più per la possibile riduzione dei costi che ne deriverebbe. In un settore come quello sanitario, nel quale la domanda di servizi è in costante crescita (tanto da far stimare una spesa pubblica sanitaria pari all'11% del PIL nel 2025), appare subito chiaro che l'utilizzo di strumenti in grado di facilitare l'accesso alle cure da parte dei pazienti, rendendo i percorsi sanitari più efficienti, possa essere la soluzione per migliorare l'esperienza del cittadino, riducendo fortemente i costi della Sanità.
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