Abbiamo raccolto in questo articolo le domande frequenti sul Fascicolo Sanitario Elettronico che abbiamo ricevuto da medici e manager di strutture sanitarie durante la nostra sessione formativa dedicata.
A rispondere sono stati gli esperti del team Gipo, che hanno fornito istruzioni utili e preziose per capire come approcciarsi a questo importante cambiamento per la sanità italiana.
Buona lettura! E se hai altre domande, ricorda che puoi sempre metterti in contatto con un esperto di FSE compilando questo form.
La risposta è no, almeno per il momento. I referti - in particolare quelli di radiologia che prevedono una forte connessione con le immagini - contengono il cosiddetto session number, ovvero un identificativo che permette al sistema RIS-PACS di riconoscere l'immagine radiografica correlata a quel referto.
Questo perché le immagini sono file eccessivamente pesanti per il repository del FSE.
Tuttavia, ci sono alcune Regioni - come, ad esempio, Regione Piemonte - che hanno messo in campo delle iniziative collaterali - dunque, non inserite nel sistema di repository del FSE - per consentire ai medici e alle strutture sanitarie di archiviare anche le immagini dei referti radiografici.
Sì, tutti gli operatori potranno accedere e visualizzare, che siano privati, pubblici o convenzionati.
Va fatta, comunque, un'importantissima premessa: la consultazione del FSE da parte di un operatore sanitario non è libera, dunque non può essere effettuata indiscriminatamente in qualsiasi momento e per qualsiasi fine.
La ratio per consultare il Fascicolo di un dato paziente è quella di un percorso di cura attivo al momento della consultazione. Quindi, accedendo al FSE, un professionista sanitario è tenuto a dichiarare che esiste ed è attivo un percorso di cura con il paziente di cui intende consultare la documentazione clinica depositata.
Esatto, ci si riferisce anche ai medici che non hanno nessun tipo di rapporto con il SSN.
L'oscuramento è una tutela a garanzia della volontà espressa da parte del paziente.
Il documento può essere oscurato o per volontà del cittadino o perché il paziente rientra nella categoria dei soggetti a maggior tutela, dove per “soggetto a maggior tutela” si intende chi ha patologie particolari come tossicodipendenze, AIDS e altre.
No, il referto viaggia da solo. Se c'è una prescrizione SSN può essere relazionata al referto, ma non è assolutamente necessario mandare al FSE la prescrizione dello specialista.
No, la firma deve essere apposta dallo specialista. Se all'interno di un poliambulatorio lavorano cinque specialisti, per esempio, tutti e cinque avranno una propria firma digitale per i referti che produrranno.
Dunque, l’aspetto principale è il riconoscimento dell’identità del medico curante, mentre non rileva la specifica struttura sanitaria in cui quest'ultimo eserciti la professione.
Sono soggetti al FSE tutti gli operatori sanitari senza distinzione.
Sì, il FSE si aggiunge e non si sostituisce a ulteriori azioni e adempimenti previsti per ogni specializzazione.
L'obbligo è quello di inviare al FSE tutti i referti prodotti entro cinque giorni dalla data di erogazione.
Tutti gli operatori che producono un referto hanno l'obbligo di inviarlo al fascicolo.
L'obbligo che hanno le strutture sanitarie è quello di inviare il referto. La consultazione è a discrezione della struttura ed esercitabile sulla base dei criteri citati in precedenza.
Per come è stato implementato il flusso di invio al Fascicolo Sanitario in GipoNext, sostanzialmente tutto avviene in modo semplice e automatico: si crea il referto, si appone la firma e l’invio al FSE è automatico, dunque non c'è la necessità di alcun intervento particolare da parte del medico.
Non sono ancora state definite e molto probabilmente saranno definite dopo la scadenza normativa.
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